Cerere, tra pareti umide e acqua recente
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Due studi portati avanti tramite i dati di Dawn su Cerere mostrano un ambiente caratterizzato da aree di ghiaccio in espansione e da un processo di disidratazione iniziato non molto tempo fa.


Fonte Variations in the amount of water ice on Ceres' surface suggest a seasonal water cycle - Science Advances (Andrea Raponi, Maria Cristina De Sanctis, Alessandro Frigeri)


All'interno del cratere di 20 chilometri Juling, nell'emisfero sud di Cerere, lo strumento VIR a bordo di Dawn ha rinvenuto ghiaccio di acqua, precisamente nella parete nord alta 4 chilometri e quasi verticale. Luce diretta la parete ne vede davvero pochissima, ma giunge la radiazione riflessa dal fondo del cratere. Sulla parete stessa la quantità di ghiaccio è aumentata nel corso di sei mesi, passando da una copertura ghiacciata del 9% a una del 14% pari a circa due chilometri quadrati in più. La motivazione starebbe nel vapore d'acqua che condensa sulla parete fredda: il ghiaccio presente sotto la polvere posta sul fondo del cratere sublima per la radiazione e va a condensare sulla parete. Una prova a favore risiede infatti proprio nell'aumento del ghiaccio legato al maggior flusso solare derivante dal cambio di stagione e dall'imminente perielio di Cerere.  La mappa dei carbonati, invece, mostra una distribuzione abbastanza uniforme su tutto il pianeta nano, ad eccezione di alcune zone limitate in cui domina invece un carbonato a base di sodio. I carbonati indicano, di nuovo, la presenza di acqua nel materiale che copre la superficie. Importante è una deduzione: i carbonati di sodio tendono a perde acqua in pochi milioni di anni quindi il fatto che sia presente acqua vuol dire che si sono formati in tempi abbastanza recenti, con un processo di disidratazione che dura a tutt'oggi