La Nebulosa di Orione a freddo
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Immagini di ALMA mostrano la parte più fredda della Nebulosa di Orione: un complesso di 55 filamenti che daranno vita, un giorno, a nuove stelle.


Fonte An ALMA study of the Orion Integral Filament: I. Evidence for narrow fibers in a massive cloud - ESO (A. Hacar, M. Tafalla, J. Forbrich, J. Alves)


  Credit ESO. Strutture in M42   La Nebulosa di Orione è sempre tra le più osservate e ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array) scava nella profondità del gas rivelando strutture dal rosso incandescente che, in realtà, sono decisamente fredde. Si tratta di un mosaico di immagini millimetriche ottenute da ALMA e da IRAM (in rosso) nonché da HAWK-I montato su VLT (in blu). In alto a sinistra è visibile il Trapezio, stelle giovani e molto calde. A riempire la scena concorrono filamenti (55 per la precisione) di gas molto freddo, invisibile addirittura allo spettro infrarosso e consentendo quindi a ALMA di esprimere tutto il proprio potenziale nel millimetrico. Il gas collassa fino a creare, in futuro, nuove stelle.