La gioventù delle comete come Chury
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Simulazioni sulle collisioni cometarie mostrano come le comete a due lobi come la 67P possano essere molto più giovani di quanto pensato e svelano anche i meccanismi in grado di produrre i famosi pozz


Fonte Catastrophic disruptions as the origin of bilobate comets - Nature Astronomy (Stephen R. Schwartz et al.)


La cometa 67P, così come quelle a due lobi, potrebbero essere molto più giovani di quanto pensato per molto tempo poiché la forma potrebbe essere la conseguenza dell'impatto di corpi più grandi. Tali impatti potrebbero essere avvenuti molto tardi nella storia del Sistema Solare e secondo le simulazioni determinano l'accumulo di gran parte del materiale in molti corpi minori. Questi nuovi oggetti hanno diverse dimensioni e forme e alcuni sono a due lobi, proprio come la 67P. Soltanto una piccola parte di materia viene compressa in maniera considerevole e riscaldata. Sul punto superfiale opposto all'impatto, le sostanze volatili possono sopravvivere anche a violente collisioni e questo spiegherebbe la bassa densità e l'abbondanza di elementi volatili riscontrate sulla 67P. A sostegno della teoria sulla gioventù delle comete a due lobi sta la fragilità che unisce le due parti della 67P, visto che si tratta di una struttura che difficilmente potrebbe reggere 4.5 miliardi di anni.      Le simulazioni hanno anche mostrato come, mentre il corpo principale prende forma, intorno continuino ad aggregarsi corpi minori che possono cadere sulla cometa dando vita a una superficie stratificata. Se questi corpi sono di dimensione sufficiente, inoltre, possono creare degli ampi pozzi, proprio come quelli osservati sulla cometa di Rosetta.