Popolazioni di alone indigene
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Uno studio spettroscopico mostra come le stelle di due popolazioni diverse, poste in zone opposte di alone galattico, abbiano una origine comune. Implicazioni sulla storia evolutiva galattica e sulle


Fonte Two chemically similar stellar overdensities on opposite sides of the plane of the Galactic disk - Nature (Maria Bergemann et al)


  La posizione dei gruppi stellari nell'alone galattico   A fronte di indizi che giocano a favore di una periferia galattica segnata dalle fusioni con galassie nane, uno studio del 2018 evidenzia come delle popolazioni stellari di alone siano in possesso di una composizione chimica del tutto simile a quella del disco galattico, a testimoniare una origine nel disco e una successiva migrazione legata a oscillazioni della Via Lattea causate, di nuovo, da passaggi di galassie satellite.  Le stelle di alone non appaiono distribuite randomicamente nell'alone stesso ma raggruppate in strutture giganti date da stream e nubi, alcune delle quali circondano l'intera Galassia. Queste strutture sono state sempre indicate come traccia di un passato tumultuoso, resti di distruzioni gravitazionali di galassie minori. Se questo vale, non vale per tutti i gruppi stellari visto che 14 stelle sottoposte a analisi e appartenenti a due diverse strutture di alone (Triangulum-Andromeda e A13), poste ai lati opposti rispetto al piano galattico (a distanze di 14 mila anni luce sopra e sotto il piano), hanno fornito risultati interessanti. Studi precedenti avevano trovato un legame cinematico tra questi due gruppi, legati al Monoceros Ring, un anello che gira intorno alla Galassia. La natura e l'origine di queste strutture non era però chiara. Lo spettro delle stelle, ottenuto tramite Keck e Very Large Telescope, ha consentito di far chiarezza su quanto mancava: la chimica delle stelle studiate è quasi identica a quelle del disco galattico ed è identica tra i due gruppi. Resta da chiarire come mai i due gruppi occupino, allora, zone opposte nell'alone ma in questo viene in aiuto la modellizzazione dell'evoluzione della Via Lattea, visto che si tratta di un processo di riposizionamento compatibile con il passaggio di galassie massicce.