Berillio nella nova ASASSN-16kt
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Dati spettroscopici ottenuti dal VLT in Cile mostrano chiaramente una quantità non banale di berillio nella luce della nova del Lupo. Possibili nuovi dettagli sul processo che alimenta le novae.


Fonte Beryllium detection in the very fast nova ASASSN-16kt (V407 Lupi) - arXiv (L. Izzo, P. Molaro, P. Bonifacio, M. Della Valle)


A febbraio 2018 un team dell'Instituto de Andalusia in Spagna rinviene berillio nella nova del Lupo, tramite osservazioni spettroscopiche condotte tramite UVES e XShooter installati sul VLT in Cile. Il berillio è stato osservato in una zona relativamente sgombra da possibili contaminazioni. Le stime dicono che la nova deve aver prodotto tra 5.9 e 7.7 miliardesimi di masse solari di berillio il che, insieme alla detection di neon, potrebbe indicare che la stella progenitrice era una nana bianca massiva (1.2 masse solari) ricca di ossigeno e neon.  Il berillio può derivare dalle fasi avanzate di gigante rossa, con la reazione tra isotopi dell'elio (He3 e He4). La scoperta implica che le classiche novae producono grandi quantità di Litio, in misura maggiore a 150 masse solari stimate nella Via Lattea.