Alla ricerca di nuova fisica per la discrepanza della Costante di Hubble
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Il telescopio spaziale Hubble abbatte notevolmente il margine di errore sulla Costante di Hubble, ma il problema della variabilità rispetto ai dati di Planck resta.


Fonte NEW PARALLAXES OF GALACTIC CEPHEIDS FROM SPATIALLY SCANNING THE HUBBLE SPACE TELESCOPE: IMPLICATIONS FOR THE HUBBLE CONSTANT - The Astrophysical Journal (Adam Riess)


  Il tasso di espansione dell'universo (Costante di Hubble) misurato da Hubble Space Telescope potrebbe tirare in ballo forze che, fino a oggi, erano del tutto inattese, dato che esiste e viene confermata una discrepanza tra il tasso attuale e quello dopo il Big Bang, misurato dal satellite Planck di ESA attraverso la mappa del fondo a microonde. A spiegare questa discrepanza potrebbe concorrere una nuova fisica.  Secondo i risultati di Planck la costante di Hubble dovrebbe essere pari a 67km/s/MPc, comunque non più alta di 69, il che significa che ogni 3.3 milioni di anni di distanza una galassia si muove 67km/s più veloce rispetto a quanto non facciano le galassie più vicine, con ciascuna fetta di distanza ampia 3.3 milioni di anni luce. Hubble porta invece questo valore a 73 km/s/MPc, il che implica una espansione più veloce. Errori sembrano non essere presenti visto che le misurazioni sono state ripetute più e più volte, quindi deve esserci altro ma le spiegazioni possibili sono, a oggi, molto poche e attingono a piene mani al 95% dell'universo, quello formato da componenti oscure. Da un lato l'energia oscura potrebbe determinare accelerazioni non costanti nell'universo, variando nel tempo, dall'altro potrebbe esistere una nuova particella subatomica in grado di viaggiare a velocità molto prossime a quella della luce nel vuoto (dark radiation), particella che in precedenza poteva includere oggetti come i neutrini. Questa nuova particella interagirebbe, però, soltanto con la gravità dando vita al "neutrino sterile". Altre possibilità sta nella interazione più forte della materia oscura con la materia normale o con la radiazione.  Nessuna delle soluzioni sarebbe indolore per il contenuto dell'universo primordiale, portando a incoerenze nei modelli teorici e questo è un problema grande, ma di soluzioni attualmente sembrano non essercene anche se l'incertezza sui valori misurati è scesa notevolmente dalle prime misurazioni di Hubble a oggi, andando a misurare con estrema precisione speciali classi di stelle e di supernovae e una di queste classi è data dalle Cefeidi galattiche, utilizzate per testare nuovi sistemi di scanning del cielo.