Venti stellari in collisione: comportamenti bizzarri e imprevisti
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Il comportamento dei venti stellari emessi dalle stelle massicce si rivela molto più complesso di quanto ipotizzato: l'evidenza viene da XMM-Newton e dal sistema binario di HD 5980


Fonte A Changing Wind Collision - The Astrophysical Journal (Yaël Nazé et al.)


I venti stellari generati dalle stelle massicce, nel caso in cui vadano a collidere, non si comportano come prospettato a lungo. Si tratta di flussi in grado di trasportare una massa terrestre in un mese e di viaggiare a milioni di chilometri orari e, in caso di collisione, rilasciano enormi energie con una forte luminosità in banda X. L'osservazione di HD 5980, un sistema binario di stelle massicce (più di sessanta masse solari ciascuna, separate da appena 100 milioni di chilometri), ha consentito già nel 2007 di osservare il comportamento del gas caldo durante la collisione dei venti delle due stelle tramite XMM-Newton e Chandra X-ray observatory. Di nuovo XMM-Newton ha consentito ulteriori osservazioni nel 2016 e anziché evidenziare un normale e morbido affievolimento è stato osservato un fenomeno opposto: un aumento di luminosità di due volte e mezzo. Meno materiale espulso, quindi, ma maggiore luminosità e maggiore energia: un fenomeno che potrebbe derivare dal rilascio di energia da parte del materiale colpito dall'onda d'urto. Se il materiale investito emette troppa luce si raffredda rapidamente e lo shock diventa instabile fino a far diminuire l'emissione X. Questo potrebbe essere accaduto nelle osservazioni di dieci anni fa, salvo poi andare incontro a un rilassamento dello shock in grado di far diminuire l'instabilità consentendo alla radiazione X di emergere di nuovo. Un processo del tutto contro-intuitivo, in sostanza.