Molecole e getti energetici: sopravvissute o neonate?
loading

Le molecole presenti in concomitanza con venti altamente energetici alimentati da buchi neri hanno sempre rappresentato un enigma: una nuova teoria le vede non più come sopravvissute ma come neonate


Fonte The origin of fast molecular outflows in quasars: molecule formation in AGN-driven galactic winds - Monthly Notices of the Royal Astronomical Society (Alexander J Richings et al.)


Stelle che nascono da regioni fredde, quindi, ma le osservazioni vedono stelle formarsi anche laddove non dovrebbero. Ghiaccio in una fornace: questo sembrano le molecole - le parti più fredde dell'universo - rinvenute decenni fa al centro delle galassie in prossimità di fenomeni altamente energetici indotti dai buchi neri centrali. La sopravvivenza di queste particelle è sempre stata un mistero ma una nuova teoria sembra girare il tutto: non sono molecole sopravvissute ma sono nuove molecole, nate nei venti e adattate a vivere in un ambiente ostile. I processi chimici alla base della teoria sono stati modellizzati in un codice di simulazione e mostrano i dettagli di quanto accade all'interno del mezzo interstellare accelerato dalla radiazione prodotta dai buchi neri e dal loro ambiente. Il gas dalle zone centrali viene scaldato e questo distrugge ogni molecola esistente ma il processo continua con un raffreddamento che dà vita a nuove molecole. Nel 2017 gli astronomi hanno osservato una rapida formazione di stelle nei venti indotti dal buco nero, un fenomeno ritenuto impossibile date le estreme condizioni dei flussi altamente energetici. Le nuove stelle si formano da gas molecolare e così la teoria proposta potrebbe aiutare anche a spiegare questa presenza di nuove stelle nel vento energetico.