Da Mercurio le prove dell'invecchiamento solare
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Dal tracciamento del moto della sonda MESSENGER alle variazioni subite dall'orbita di Mercurio come conseguenza dell'invecchiamento e della perdita di massa del Sole


Fonte Solar system expansion and strong equivalence principle as seen by the NASA MESSENGER mission - Nature Communications (Antonio Genova et al.)


La previsione dell'allargamento delle orbite nel Sistema Solare, a causa dell'invecchiamento e della perdita di massa del Sole, è stata confermata da uno studio a firma NASA e MIT a inizio 2018, misurando la perdita di massa solare e altri parametri legati all'orbita di Mercurio. Le misurazioni forniscono anche indicazioni sulla costanza effettiva della costante gravitazionale, G.   Lo studio è partito migliorando le effemeridi di Mercurio, il pianeta che più di tutti subisce l'influenza solare, tramite il tracking radio operato sulla posizione della sonda MESSENGER durante il suo periodo di attività tra il 2008 e il 2015, prima con flyby e poi con orbite. Le variazioni nel moto di Mercurio sono quindi servite a comprendere più a fondo l'evoluzione del Sole e le dinamiche che influenzano le orbite planetarie, nonché la struttura interna e la forma esterna della nostra stella. Alcuni dei parametri osservati sono stati separati dagli effetti relativistici sviluppando una nuova tecnica che stima e integra le orbite di MESSENGER e di Mercurio guidando verso una soluzione totale comprendente l'evoluzione solare. E' la prima volta che il tasso di perdita di massa da parte del Sole viene dedotto dalle osservazioni: a fronte di una teoria che vedeva la perdita di un decimo di punto percentuale in dieci miliardi di anni (incremento delle orbite planetarie di circa 1,5 centimetri per UA per anno, i nuovi valori rallentano questo processo lievemente e riducono l'incertezza, migliorando la stabilità della costante G di un fattore 10.