V2051 Oph: i burst sembrano legati a impennate nel trasferimento di massa
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La miglior determinazione della distanza della nova ricorrente a eclisse V2051 Oph porta più in alto le probabilità che a generare i burst siano variazioni nel tasso di trasferimento di massa


Fonte Infrared photometry of the dwarf nova V2051 Ophiuchi: I - The mass donor star and the distance - arXiv (Eduardo Wojcikiewicz - Federal University of Santa Catarina in Florianópolis, Brazil)


V2051 Ophiuchi è una nova a eclisse ricorrente composta da una nana bianca e una stella evoluta con orbita reciproca finalizzata in 90 minuti e posta a 300 anni luce da noi. E' stata scoperta nel 1972: la nana bianca ha un raggio pari a 1% del raggio solare ed è meno massiva del Sole in misura del 22%. La compagna ha un raggio di 0.16 raggi solari e una massa di 0.15 masse solari. In genere i burst delle novae sono dovuti a incrementi nel tasso di trasferimento di massa tra una stella e l'altra (Mass Transfer Instability Model, MTIM) oppure a instabilità del disco (Disc Instability Model, DIM).   Un team di astronomi Risultati di inizio 2018, relativi a osservazioni ottenute a Giugno 2003 effettuate tramite la OSIRIS Infrared Imager and Spectrograph a Cerro Pachòn, mostrano una distanza della stella superiore a quanto stimato a oggi e attestata sui 332 anni luce dalla Terra. La miglior determinazione della distanza può aiutare a confermare quale sia il meccanismo portante degli outburst in V2051 Oph. Secondo i ricercatori il modello favorito è il MTIM quindi dovrebbe esserci un aumento repentino di trasferimento di massa. A questa distanza, gli outburst si verificano a temeperature inferiori a quelle richieste dal modello DIM quindi la soluzione più probabile è proprio quella del MTIM.