Le migliori stime di massa per i buchi neri supermassicci
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Attraverso il metodo del riverbero è stato possibile ottenere il ritardo nella luce che circonda 44 buchi neri supermassicci che alimentano altrettanti quasar, giungendo a misurazioni precise in termi


Fonte The Sloan Digital Sky Survey Reverberation Mapping Project: Hα and Hβ Reverberation Measurements from First-year Spectroscopy and Photometry - The Astrophysical Journal (C. J. Grier et al.)


Rappresentazione artistica di buco nero supermassiccio circondato da materiale caldo. Credit Nahks Tr’Ehnl (www.nahks.com) and Catherine Grier (The Pennsylvania State University) and the SDSS collaboration La misurazione della massa effettiva dei buchi neri supermassicci migliora man mano che migliorano le strumentazioni a disposizione degli scienziati. A gennaio 2018, durante l'American Astronomical Society Meeting, sono stati presentati i dati relativi a tantissimi buchi neri supermassicci da parte della Pennsylvania State University, dati che potranno fornire informazioni essenziali sulla crescita e l'evoluzione galattica nel tempo. Lo studio dei quasar, in particolare, riconduce inevitabilmente alle caratteristiche del buco nero che lo alimenta ma anche della galassia intera. Il problema è sempre stata la misurazione della massa del buco nero, che in genere viene portata avanti misurando il moto del gas e delle stelle circostanti. Il metodo, però, non funziona a distanze elevate e così è stata utilizzata la tecnica chiamata "reverberation mapping" e consistente nel confrontare la luminosità della luce proveniente dal gas vicino alla zona centrale con quello del gas più distante. Le variazioni che si verificano nella prima zona hanno impatto sulla seconda più distante ma la luce richiede tempo per fare il viaggio verso l'esterno (riverbero) e questo fa sì che il tempo di ritardo possa essere misurato per determinare quanto sia distante il gas esterno dal buco nero centrale. Data la distanza, la massa del buco nero può essere misurata. Non si tratta di un metodo nuovo: già venti anni fa era possibile utilizzarlo per misurare situazioni simili, ma gli strumenti sono migliorati e ora è possibile andare più distanti e misurare un numero di quasar molto maggiore in un colpo solo. Il programma SDSS osserva 850 quasar simultaneamente ma i dati vanno calibrati, normalizzati. Dopo questo processo sono stati portati alla luce dati per 44 quasar, con buchi neri la cui massa varia da 5 milioni a 1.7 miliardi di masse solari.