XXL Survey e uno scricchiolio potenziale nel Modello Standard
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Anche nei dati della survey a raggi X sembra risaltare una mancanza di ammassi galattici rispetto a quelli previsti dal Modello Standard in base ai dati primordiali di Planck sulla radiazione cosmica


Fonte F. Pacaud et al - "The XXL Survey. Cosmological Analysis of the C1 cluster number counts" - Astronomy & Astrophysics


Ammasso galattico XLSSC 006, immagine composita data da radiazione X della XXL survey (porpora) e i dati ottici e infrarossi del Canada-France-Hawaii Telescope. Credit: ESA/XMM-Newton (X-rays); CFHT (optical); XXL Survey
Ammasso galattico XLSSC 006, immagine composita data da radiazione X della XXL survey (porpora) e i dati ottici e
infrarossi del Canada-France-Hawaii Telescope.
Credit: ESA/XMM-Newton (X-rays); CFHT (optical); XXL Survey

I dati della XXL Survey hanno ampliato il numero di ammassi galattici e AGN noti ma hanno anche alimentato i dubbi sulla coerenza tra le previsioni ottenibili dalla radiazione cosmica di fondo ottenuta da Planck e quanto oggi riusciamo a vedere. Una coerenza che dovrebbe essere garantita dal Modello Standard che parte dal Big Bang e che, con soli sei parametri cosmologici, riesce (o dovrebbe riuscire) a spiegare modalità evolutive fino ai giorni nostri. 

Sappiamo che nella nebbia cosmica che caratterizzava il primissimo universo si sono venute a creare delle raccolte di materiale che in seguito hanno dato vita alle strutture maggiori che vediamo oggi, gli ammassi galattici, ma i semi di queste strutture evidenziati dalla mappa della Cosmic Background Radiation (CBR) di Planck non portano alla situazione degli ammassi che ci si presenta oggi. Gli ammassi sono in numero inferiore al previsto e questo dato è confermato anche dalla XXL Survey.

La materia è distribuita diversamente da come il Modello Standard prevede, gli ammassi galattici sembrano essersi formati più lentamente di quanto teorizzato e se, ad oggi, il Modello Standard non viene messo in crisi è solo perché l'incertezza statistica sulle elaborazioni dati è ancora troppo alta, ma si confida sul fatto di poterne migliorare l'attendibilità nel giro di tre anni di analisi. 

Una cosa che invece sembra confermata è la costanza nel tempo dell'energia oscura , postulata dal Modello Standard e ad oggi confermata anche dalla XXL Survey.