Una nuova mappa a raggi X per l'evoluzione degli ammassi e degli AGN
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La seconda release del satellite ESA XMM-Newton porta a 365 il numero di ammassi galattici osservati in banda X e a ben 26 mila gli AGN, consentendo il tracciamento dell'evoluzione di questi oggetti


Fonte Sito XXL


I 365 ammassi galattici osservati durante la XLL Survey da XMM-Newton. Crediti ESA-XMM-Newton/XXL
I 365 ammassi galattici osservati durante la XLL Survey da XMM-Newton.
Crediti ESA-XMM-Newton/XXL

La popolazione di ammassi galattici e AGN , fissata in numero di 100 e 1000 dalla prima release (2015) dei dati di XMM-Newton dell'ESA, trova un big spurt con la seconda release del 2018 raggiungendo rispettivamente le 365 e le 26 mila unità. La survey si chiama XXL e ha lo scopo di fissare i parametri cosmologici attraverso gli ammassi di galassie, andando a scavare nel tempo fino a distanze enormi, pari alla metà dell'età attuale dell'universo attuale per gli ammassi e epoche ancor più antiche per gli AGN, al fine di osservare l'evoluzione degli oggetti studiati. XXL è in questo contesto la più grande survey osservativa a oggi.
Le zone osservate sono due, ciascuna ampia come cento lune piene, e sono state osservate per un totale di duemila ore da XMM Newton ma anche da altri telescopi, spaziali e terrestri, al fine di unire gli sforzi alla ricerca del maggior numero di informazioni possibile ottenute a diverse frequenze, a partire dallo spettro X in grado di osservare gas torrido e attività degli AGN. Per alcuni ammassi galattici il lavoro si è basato addirittura su non più di 50 fotoni X.
Due conferme sono giunte da un set di venti lavori presentati nell'ambito della collaborazione di XXL: il modello cosmologico si sposa abbastanza bene con le osservazioni tridimensionali portate a termine, salvo poi andare ad approfondire cosa voglia dire "abbastanza bene", mentre aumenta nel tempo la percentuale di galassie spente, prive o quasi di formazione stellare. 
Per quanto riguarda il termine "abbastanza" si nota come il numero di ammassi galattici osservati sia inferiore a quanto previsto partendo dai dati del satellite Planck, ma la distribuzione sembra comunque rispettare il pattern previsto. 

Gli stessi 365 oggetti osservati in banda ottica. Crediti ESA/XXL
Gli stessi 365 oggetti osservati in banda ottica. Crediti ESA/XXL

Futuri test più approfonditi saranno effettuati dal satellite Euclid di ESA, che consentirà di esplorare l'universo fino a una distanza di 10 miliardi di anni luce scandagliando in ottico e infrarosso . Anche la futura missione a raggi X , Athena, prevista da ESA per il 2031 conterà su un sensore molto più sensibile in grado di giungere fino alle fasi di formazione delle strutture galattiche e degli ammassi. 

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