Phobos, tra cattura e impatto il mistero non si scioglie
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Analisi nel medio infrarosso sembrano allontanare Phobos da una cattura gravitazionale avvicinandolo a una genesi per impatto simile a quella della nostra Luna ma i dati non sono univoci


Fonte Journal of Geophysical Research:Planets l’articolo “MGS-TES spectra suggest a basaltic component in the regolith of Phobos” di Timothy D. Glotch


Phobos e Deimos, satelliti di Marte. Crediti NASA
Phobos e Deimos, satelliti di Marte. Crediti NASA

L'origine delle lune di Marte continua a essere al centro del dibattito di planetologia: da un lato, Phobos mostra un aspetto simile a quello di un asteroide catturato gravitazionalmente mentre dall'altro evidenzia una orbita allineata al piano equatoriale marziano tale da lasciar immaginare una formazione differente, pensiero in genere avvalorato dalla composizione chimica molto simile a quella del pianeta rosso.

Una collisione potrebbe quindi aver generato Phobos, ma la soluzione non è così semplice. L'analisi spettroscopica di Phobos, in ottico e vicino infrarosso , avvicina molto la luna marziana allo spettro degli asteroidi di classe D: quasi assenza di righe caratteristiche e spettro piatto nelle lunghezze d'onda maggiori. Ad accomunare Phobos agli asteroidi D sarebbe anche l'aspetto scuro, tipico dei carbonacei. 
Un nuovo studio basato sullo spettro nel medio infrarosso ha confrontato i dati del Mars Global Surveyor del 1998 con quelli di un meteorite rinvenuto nei pressi di Tagish Lake (da molti indicato come resto di un asteroide di classe D, da altri un po' meno) sottoposto alle condizioni sperimentate da Phobos e con quelli di altre rocce. Le somiglianze tra Phobos e asteroidi D terminano qui, al vicino infrarosso, mentre la roccia più somigliante alla luna marziana sembrerebbe il basalto, roccia vulcanica molto comune sulla crosta di Marte.

Si avvalorerebbe quindi la teoria dell'impatto sul pianeta rosso, anche se in realtà il meteorite di Tagish Lake non rispecchia in pieno le caratteristiche classiche di un asteroide di classe D e le condizioni applicate in input potrebbero non essere del tutto uguali a quelle di Phobos, a partire dall'invecchiamento e dalla possibile presenza di polvere interplanetaria accumulatasi sulla luna.