La ricerca spaziale e la morte dei topi, diversi da Laika
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Topi sottoposti a radiazione ionizzante hanno visto lo sviluppo di tumori e variazioni genetiche. Un mese fa si piangeva Laika, ma gli animali sembrano avere un destino segnato


Fonte Santosh Kumar el al., "Space radiation triggers persistent stress response, increases senescent signaling, and decreases cell migration in mouse intestine," PNAS (2018).


L'alba vista dalla Stazione Spaziale Internazionale. Crediti ESA/NASA
L'alba vista dalla Stazione Spaziale Internazionale. Crediti ESA/NASA

I lunghi viaggi spaziali, come quello su Marte, sono a rischio per gli astronauti e la conferma viene da studi sugli apparati gastrointestinali danneggiati da bombardamento di radiazione cosmica. Purtroppo per l'umanità, lo studio è basato sulla sperimentazione animale, con le cavie incorse in tumori a stomaco e colon dopo che in precedenti lavori avevano già dimostrato un invecchiamento accelerato del cervello legato agli ioni pesanti bloccati, invece, dall'atmosfera. 
La massa di questi ioni è il fattore all'origine dei danneggiamenti e con le attuali protezioni a disposizione degli astronauti è difficile far fronte alla radiazione pesante.
Ancora una volta, la ricerca spaziale e l'esplorazione vanno a cozzare con il rispetto per le specie terrestri. Tra un mese verrà nuovamente ricordato il sacrificio non necessario della cagnetta Laika, a 61 anni dalla sua morte, ma tanti decenni sono passati invano: dei topi sono stati esposti a dosi di radiazione ionizzante al NASA Space Radiation Laboratory di Long Island per poi essere confrontati con altri topi sottoposti a radiazione gamma (energetica, ma fatta di fotoni e quindi massa nulla) e con altri ancora non sottoposti a trattamenti. Il primo gruppo di topi non ha assorbito la radiazione sviluppando tumori e danni genetici. Tutto questo nonostante la quantità di radiazione sia stata "leggera", ma evidentemente non per i topi, i cui nomi - contrariamente a quello di Laika - non verranno ricordati.