La simbiotica AG Pegasi dopo lo starburst 2015
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XMM-Newton fornisce risultati di estremo dettaglio riguardo il sistema binario di AG Pegasi. Tra le caratteristiche, una distinzione di sorgente e di meccanismo per le emissioni X e ultraviolette


Fonte Svetozar Zhekov et al. - An XMM-Newton observation og the symbiotic star AG Peg: the X-ray emission after the end of its 2015 outburst - arXiv, 2015


Osservazioni dettagliate della stella simbiotica AG Pegasi (HD 207757) sono state ottenute tramite XMM-Newton appena al termine dell'outburst del 2015. Si tratta di un sistema binario composto da una nana bianca e da una gigante rossa , classificata come nova simbiotica a causa dei lenti outburst nova-like.

Il primo burst venne registrato a metà del XIX secolo mentre l'ultimo è datato 2015, burst che vide anche un aumento di temperatura nella componente più calda del sistema. Le varie osservazioni X che hanno avuto come oggetto AG Pegasi hanno evidenziato sempre risultati contrastanti, rendendo obbligatorio un follow up finalizzato a determinare la natura esatta dell'oggetto e proprio in questo ambito si calano le osservazioni di XMM-Newton effettuate dall'Institute of Astronomy and National Astronomical Observatory di Sofia, osservazioni che hanno superato i dettagli raggiunti in passato da ROSAT e da Swift.
L'emissione X ha origine termica e per la maggior parte si attesta al di sotto dei 2 keV a confermare l'appartenenza di AG Peg alla classe dei sistemi simbiotici. Non sono state registrate variabilità nel breve periodo in banda X contrariamente a variazioni osservate nell'ultravioletto, il che evidenzia come le emissioni X e quelle UV derivino da diverse zone del sistema e da processi differenti.

Le emissioni X potrebbero essere legate a venti stellari in collisione (CSWs - Colliding Stellar Winds) ma per confermare l'ipotesi occorrerà scavare ulteriormente.

Immagine raw di AG Peg in energia tra 0.2 e 10 keV. Credit: Zhekov and Tomov, 2018
Immagine raw di AG Peg in energia tra 0.2 e 10 keV. Credit: Zhekov and Tomov, 2018