La vita sotterranea di Marte: dall'uranio alla radiolisi per ottenere idrogeno
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Dopo la scoperta del probabile lago salato sotto i ghiacci polari di Marte, si cercano nei dati del Mars Odissey le prove per la presenza di vita sub-superficiale nel Marte primordiale.


Fonte Jesse Turner - Radiolytic H2 production on Noachian Mars: Implications for habitability and atmospheric warming - Earth and Planetary Science Letters


Dopo la scoperta della probabile presenza di un lago salato sotto un chilometro e mezzo del ghiaccio sud-polare di Marte è lecito attendersi una serie di studi più o meno speculativi sulla possibilità di vita sotterranea sul pianeta rosso e in questa ottica i dati vengono rianalizzati, prendendo anche le lezioni impartiteci da madre Terra visto che sul nostro pianeta la radiolisi concorre alla fornitura di energia ai microbi sotterranei, cosa che potrebbe accadere anche su Marte. Laddove non giunge l'irraggiamento solare diretto, i microbi traggono energia privando le molecole presenti degli elettroni e la presenza di idrogeno molecolare è una manna dal cielo per gli ecosistemi microbici litotrofici sotterranei (SLIMEs, Subsurface Lithotrophic Microbial Ecosystems) e l'idrolisi potrebbe aver fornito quantità di acqua adeguate a sostenere la vita nel sottosuolo marziano. 

Rappresentazione di acqua su Marte. Non sono note le quantità di acqua presenti nel passato ma secondo un team di astronomi le condizioni potrebbero aver favorito lo sviluppo di vita sotterranea. Crediti Mars Odissey.
Rappresentazione di acqua su Marte. Non sono note le quantità di acqua presenti nel passato
ma secondo un team di astronomi le condizioni potrebbero aver favorito lo sviluppo di vita sotterranea.
Crediti Mars Odissey.

I dati sono stati ottenuti da Mars Odissey tramite mappa delle abbondanze di torio e potassio, elementi radioattivi presenti nella crosta rossa di Marte. Da queste abbondanze è stato possibile derivare quella dell'uranio, anch'esso radioattivo e fonte costante di radiazione per la radiolisi. Proprio la costanza ha consentito di risalire all'abbondanza di 4 miliardi di anni fa.

Per stimare la quantità di acqua, invece, sono state prese in considerazione le zone più porose del sottosuolo marziano ipotizzando che potessero essere sacche riempite di acqua. Sondando anche le zone termicamente più favorevoli alla presenza di acqua è risultato come su Marte potrebbe esser stata presente una zona abitabile spessa diversi chilometri.