Non coppie di buchi neri, ma cumuli di gas intorno agli AGN
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Uno dei misteri degli Active Galactic Nuclei, come la minor emissione osservata a determinate velocità, potrebbe aver trovato spiegazione nella polvere. Così come l'asimmetria richiesta.


Fonte C Martin Gaskell et al. - Partial dust obscuration in active galactic nuclei as a cause of broad-line profile and lag variability, and apparent accretion disc inhomogeneities - MNRAS


Molte galassie vedono la zona centrale occupata da AGN ma una galassia in particolare sembra presentare una coppia di buchi neri, sintomo di una antica fusione con una seconda galassia. 

Il 14 giugno 2018, tuttavia, un articolo su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society un team della University di California, Santa Cruz (UCSC) pone una alternativa parlando di nubi di polvere. 

La radiazione che proviene dalla zona più vicina al buco nero centrale, caratterizzata da un moto più rapido del gas e quindi da righe di assorbimento molto più larghe, è lo strumento più preciso a oggi per ottenere informazioni riguardo la massa del buco nero e il suo accrescimento, ma la natura del gas non è ancora ben compresa. In particolare, a determinate velocità l'emissione è inferiore alle attese e questo ha fatto pensare, sempre più intensamente, a coppie di buchi neri anziché a un solo oggetto.  

Rappresentazione artistica di AGN. Quelli che sembravano due buchi neri potrebbero essere in realtà semplici accumuli di polvere. Credit: Peter Z. Harrington
Rappresentazione artistica di AGN. Quelli che sembravano due buchi neri potrebbero essere in
realtà semplici accumuli di polvere. Credit: Peter Z. Harrington

L'alternativa proposta si poggia sulla complessità e sulla variabilità delle emissioni dalla regione broad-line (quella più vicina) indotte dalla presenza di nubi di gas, non molto estese ma tali da oscurare saltuariamente la zona più interna. In tali condizioni, la radiazione proveniente dal disco di accrescimento intorno al singolo buco nero verrebbe parzialmente bloccata da accumulazioni di materiale più esterno, con processi di assorbimento e riemissione. Il gas proverrebbe proprio dal disco di accrescimento, il cui vento andrebbe quindi ad allontanare gas la cui origine starebbe proprio al limite esterno del disco. 

Se questo fosse vero, allora la radiazione proveniente dalle regioni più interne sarebbe più debole e più rossa (estinzione ), proprio come osservato, ma non basta. Oggi si punta su dischi di accrescimento inspiegabilmente asimmetrici per spiegare le emissioni, ma se ci fossero questi cumuli di gas il disco potrebbe essere normalmente simmetrico visto che la variabilità sarebbe conseguenza della presenza del gas circostante. Una spiegazione molto più semplice ed elegante.