Introduzione all'astronomia multimessenger
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Introduzione all'astronomia multimessenger

L'universo per un lungo periodo ha offerto "soltanto" la radiazione come strumento per farsi osservare e l'uomo ha imparato a sfruttare questo strumento con occhi e strumenti ottici in grado di osservare tutto lo spettro elettromagnetico. Oggi possiamo studiare l'universo anche attraverso le onde gravitazionali e i neutrini, all'insegna di una nuova astronomia multimessenger.

Dallo spettro ai nuovi modi di osservazione dell'universo

Per poter capire cosa accade intorno a noi occorre andare oltre la luce visibile e oggi gli strumenti non mancano, da telescopi orbitanti sensibili ad altre bande fino ai rilevatore di onde gravitazionali e di neutrini, una astronomia multimessenger

La luce che vediamo provenire da un corpo celeste , qualsiasi ne sia la natura, è in realtà una minima parte della radiazione emessa visto che la luminosita ' è un insieme di radiazioni del quale il nostro occhio riesce a decodificare soltanto una una piccola parte. 
L'insieme della radiazione emessa da un corpo celeste è quindi un irraggiamento molto complesso, composto da singole radiazioni monocromatiche ciascuna caratterizzata da una particolare forma di onda. Un paragone molto banale ma esplicativo si può fare con un libretto di istruzioni di un telefono cellulare, scritto in più sezioni ciascuna in una lingua diversa: andremo a cercare la nostra lingua perché - estremizzando - le altre non riusciremmo a decodificarle anche se esistono. L'occhio umano si comporta allo stesso modo: sappiamo che esistono altre tipologie di radiazione ma non riusciamo a decodificarle, non le vediamo. Contrariamente al libretto di istruzioni, però, le informazioni che si trovano nella parte a noi invisibile non sono un semplice duplicato di quanto possiamo vedere nella parte a noi accessibile ma sono totalmente diverse e per questo è fondamentale riuscire a trovare un modo per vederle.
Se ci basassimo soltanto sulla parte visibile dell'insieme delle radiazioni ci fermeremmo all'astronomia posizionale e alla fotometria : potremmo dire se una stella è azzurra o gialla, se è più o meno brillante di un'altra, ma non avremmo accesso a tantissime altre informazioni come lo spostamento, la composizione chimica, l'evoluzione di un corpo celeste. Tutto questo è nascosto nel lato "in lingua estera" dell'insieme di radiazioni emesse dal corpo celeste. 
Si dice, in genere, che la luce a noi visibile sia la copertina di un libro il cui contenuto è accessibile soltanto riuscendo a carpire le informazioni a noi invisibili per natura umana, ed è vero. E la fortuna è che oggi, con gli strumenti a disposizione, riusciamo a vedere tutto. E anche a toccare, dal momento che nel 2015 - con annuncio nel 2016 - è nata una nuova astronomia basata non solo sulla radiazione luminosa ma anche sui segnali gravitazionali.
In questa sezione andremo quindi a conoscere le diverse modalità con le quali l'universo ci si palesa, dallo spettro elettromagnetico al neutrino  passando per l'onda gravitazionale e per ciascuna modalità di presentazione andremo a vedere quali sono gli strumenti che ci consentono di studiare ogni singola informazione, partendo dai nostri occhi per arrivare agli interferometri spaziali di prossima generazione.

A fondo pagina è possibile notare la differente apparenza della galassia di Andromeda, M 31, nel caso di radiazione ottica e di radiazione ultravioletta: basta muovere lo slider per visualizzare la galassia nelle due modalità.

Ultimo aggiornamento del: 09/09/2018 18:37:24