Estate 2019: da Groenlandia e Siberia altre ferite al nostro pianeta
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Estate 2019: da Groenlandia e Siberia altre ferite al nostro pianeta

L'estate 2019 ha visto il verificarsi di due eventi di portata mondiale, due profonde ferite al clima terrestre: lo scioglimento dei ghiacciai della Groenlandia, dove hanno iniziato a scorrere fiumi, e un gigantesco incendio nella Siberia. Fenomeni che si verificano, non a caso, a ridosso dell'Antartide, la zona che più di tutte registra innalzamenti anomali di temperatura.

Una estate di incendi

Siberia e Amazzonia sono gli eventi più eclatanti di una estate che, caldissima, ha arso il nostro pianeta peggiorando notevolmente la già precaria situazione

Il bimestre Luglio-Agosto 2019 è stato caratterizzato dagli incendi che si sono sviluppati in Siberia, in Groenlandia, in Canada e in Alaska, per finire con la drammatica situazione della Foresta Amazzonica, da gennaio alle prese con più di settantamila incendi gli ultimi dei quali segnano il passaggio a una situazione del tutto fuori controllo.

Fine Luglio ha visto bruciare la Siberia, con immagini riprese dal satellite Sentinella-3 che mostrano inesorabilmente l'estensione degli incendi e che misurano la quantità di particolato e di anidride carbonica immesse nell'atmosfera (166 milioni di tonnellate stimate per CO2, pari all'emissione di 36 milioni di automobili). 

La Siberia ripresa dall'alto dal satellite Sentinella3 di ESA
La Siberia ripresa dall'alto dal satellite Sentinella3 di ESA il 28 luglio 2019

Oltre che in atmosfera, le emissioni hanno provocato danni nelle zone di Kemerovo, Tomsk, Novosibirsk e Altai raggiungendo a inizio Agosto le regioni di Krasnoyarsk, della Buriazia e della Jacuzia mentre la zona interessata dalle fiamme ha raggiunto i 30 mila chilometri quadrati, un'area più grande della Slovenia intera.

Il governo russo ha messo in campo 3326 persone, 428 mezzi e cento velivoli antincendio ma nonostante questo Greenpeace ha accusato una totale insufficienza di contrasto all'azione del fuoco. Non si tratta della prima volta che nella regione si verificano incendi tra maggio e ottobre ma latitudine raggiunta, mai così a nord, ed estensione, sono fattori decisamente fuori media. Imputato principale è - di nuovo - il surriscaldamento del pianeta visto che secondo il WMO (World Meteorological Organization) la temperatura media della zona della Siberia ha registrato una temperatura media di 10° superiore alla media registrata nel periodo 1981-2010. Il caldo eccessivo già nel 2010 ha iniziato ad asciugare depositi naturali di torba i quali, colpiti da fulmini, hanno preso fuoco. L'ardere di zone così a ridosso del Circolo Polare Artico non era stato tenuto in conto dai modelli, neanche dai più pessimisti, il che spinge a una revisione della quantità di anidride carbonica prevista nel futuro. Questo è vero anche in seguito al fatto che il particolato, il "black carbon", si deposita sul ghiaccio rimasto, soprattutto al Polo Nord, abbassandone l'albedo e facendo sì che venga ritenuta una maggior quantità di calore. Un corto circuito letale per il nostro pianeta.

Sempre il caldo è alla base degli altri incendi che hanno colpito Alaska, Canada e Groenlandia, con quest'ultima alle prese con uno scioglimento dei ghiacciai che sta lasciando fiumi laddove prima era solo una distesa di ghiaccio. In Alaska la temperatura ha raggiunto i 32°C il 4 luglio, dando una mano notevole ai focolai di incendi già attivi e portando le foreste boreali a incendi mai registrati da almeno dieci mila anni. L'Alaska era già stata distrutta, nella parte della tundra artica, nel 2007, con più di mille chilometri quadrati inceneritii. Questa volta gli incendi hanno coinvolto aree grandi come centomila campi di calcio.

Il caso della Groenlandia

La Groenlandia, secondo il report AGI (Agenzia Giornalistica Italiana), ha perso un millimetro di spessore di ghiaccio sul 60% della propria calotta glaciale soltanto il 31 luglio 2019, vedendo lo scioglimento in un giorno solo di undici miliardi di tonnellate di ghiaccio. Parlando di Groenlandia, si sta parlando della seconda calotta mondiale per estensione. Il ghiaccio copre il 10% delle terre emerse, con 15 milioni di chilometri quadrati. Una quantità che, se si sciogliesse, potrebbe determinare un innalzamento dei mari di circa 70 metri. Di tutto questo ghiaccio, le riserve maggiori sono Antartide e Groenlandia anche se rispetto ai 58.3 metri di innalzamento dei mari legati allo scioglimento di tutto l'Antartide, la Groenlandia potrebbe replicare soltanto con 7.4 metri. Terzi in classifica sono i ghiacciai alpini, che porterebbero a un innalzamento di 42 centimetri. Le cause principali di innalzamento dei mari (osservato, non previsto), tuttavia, sono:

  • riscaldamento delle acque (1.1 millimetri all'anno);
  • scioglimento dei ghiacciai montani (0.76 millimetri all'anno);
  • scioglimento della calotta della Groenlandia (0.33 millimetri all'anno).
  • scioglimento della calotta antartica (0.27 millimetri all'anno)

Secondo IPCC la graduatoria rischia di cambiare proprio in ragione del maggior scioglimento della Groenlandia, che tra il 1993 e il 2001 perdeva 36 miliardi di tonnellate di ghiaccio in un anno e che tra il 2002 e il 2011 ha visto la quota salire a 215 miliardi di tonnellate.

 

Il grafico di seguito evidenzia la variazione nella quantità di ghiaccio nel periodo 2018-2019 (in blu) rispetto al periodo 1981-2010 (in grigio), in Gigatonnellate al giorno (Gt/d).

Guadagno e perdita di ghiaccio in Groenlandia nella stagione 2018-2019. In grigio i dati e la media del periodo 1981-2010. Crediti polarportal.dk
Guadagno e perdita di ghiaccio in Groenlandia nella stagione 2018-2019. In grigio i dati e la
media del periodo 1981-2010. Crediti polarportal.dk

Il record è segnato nel periodo 31 luglio - 1 agosto, con un ritmo di scioglimento dei ghiacciai che è tornato in media soltanto dopo cinque giorni. Il picco ha raggiunto quello verificatosi nel 2012-2013, in un trend che vede queste temperature sempre più "normali" rispetto al passato.

La Groenlandia rappresenta quindi - a oggi - il bacino glaciale che, sebbene non sia il più grande, è sicuramente quello maggiormente preoccupante. 

Fiumi scorrono sui ghiacciai della Groenlandia
Fiumi scorrono sui ghiacciai della Groenlandia

 

Ultimo aggiornamento del: 24/08/2019 13:26:12