Cosa sono le costellazioni e la fascia zodiacale
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Cosa sono le costellazioni e la fascia zodiacale

Uno dei modi più semplici per iniziare a conoscere il cielo consiste nell'assegnare forme riconoscibili alla disposizione delle stelle. Le costellazioni da sempre orientano l'uomo sulla Terra. Cosa sono le costellazioni e quale è il significato delle costellazioni dello Zodiaco.

Cosa sono le costellazioni

La natura umana induce a dare una forma a tutto: nuvole, macchie e, ovviamente, anche stelle nel cielo. Un modo semplice per iniziare a conoscere il cielo.

Una costellazione è una regione  del cielo che comprende un gruppo di stelle prospetticamente vicine, tali da formare sulla sfera celeste una figura convenzionale alla quale si attribuisce un nome particolare.

Riconoscere una stella dalle coordinate, altazimutali o equatoriali che siano, è compito decisamente complesso se le coordinate non possiamo darle in pasto a un telescopio ma dobbiamo cercarle a occhio. Sappiamo già che l'occhio umano non riesce a distinguere se una stella è più vicina o lontana di un'altra e che ovvia a questa mancanza proiettandole tutte sulla stessa sfera, la sfera celeste .

Stelle poste a differente distanza vengono riportate tutte sulla stessa sfera celeste e "unite" a
formare immagini di uso comune. Nascono così le costellazioni.

Una volta che tutte le stelle sono state riportate sullo stesso piano, disegnare una costellazione equivale ad unire i puntini, tipico gioco della Settimana Enigmistica: unendo determinate stelle, tra loro lontanissime fisicamente ma apparentemente vicine, gli antichi hanno individuato alcune figure che semplificano il modo con il quale i corpi si rintracciano nel cielo. Una volta individuata la costellazione, è molto più semplice ricordare il nome di una stella e individuare corpi celesti invisibili ad occhio nudo ma che, si sa, devono essere in quella costellazione ben precisa. Il metodo di ricerca degli oggetti a partire dalle stelle visibili è detto "star hopping".

Ovviamente un altro astronomo avrebbe potuto vedere ben altra figura in una determinata zona di cielo, semplicemente unendo altre stelle con altre linee, ed infatti a lungo fu così: molti cataloghi con differenti nomi per le stesse zone di cielo. Oggi l'elenco delle costellazioni è ben noto ed è ufficiale. Le figure non ufficiali, invece, sono dette asterismi. Ad esempio è ufficiale il nome di Orsa Maggiore ma la stragrande maggioranza delle persone conosce soltanto le sette stelle più famose di questa costellazione, le stelle che formano l'asterismo del Grande Carro. Altro asterismo famoso è Cr399, il cosi detto "Attaccapanni" nella costellazione della Volpetta.

Ammasso aperto CR399, o Attaccapanni, o Ammasso di Brocchi. Crediti http://e.m.c.2.free.fr
Ammasso aperto CR399, o Attaccapanni, o Ammasso di Brocchi. Crediti http://e.m.c.2.free.fr
Evidente la forma di "attaccapanni" rovesciato.

Oggi, come accennato, la volta celeste è divisa in 88 costellazioni stabilite in maniera ben precisa dall'Unione Astronomica Internazionale (IAU) e delimitate da archi di meridiani e paralleli. Ogni punto della sfera celeste, quindi, appartiene ad una sola costellazione.

UN PO' DI STORIA
Le prime costellazioni risalgono ai tempi della Mesopotamia, dalla popolazione degli Accadi. Sono state ritrovate tavolette contenenti immagini di costellazioni, ed era più o meno il 2300 a.C. Una prima catalogazione fu dovuta, nel 300 a.C., ad Arato ed era una documentazione che metteva per iscritto le costellazioni mesopotamiche basate sulla mitologia indigena. Con l'avvento ed il fiorire delle popolazioni greche, molte costellazioni furono riprese con nomi diversi, consoni alla cultura ed alla mitologia ellenica. Nel II secolo d.C. Tolomeo introdusse 48 costellazioni boreali, le uniche visibili all'allora mondo conosciuto.
Le costellazioni australi si aggiunsero ovviamente dopo, all'epoca dei grandi viaggi per mare quando qualcuno si accorse che il cielo era diverso (XVI secolo). Nicolas Luis de Lacaille, abate francese, introdusse 14 costellazioni australi. Con il tempo, la confusione fu totale visto che non c'era uno standard al quale attenersi ed ognuno puntava a costellazioni differenti soltanto perché nelle stelle vedeva figure differenti. E' per mettere fine a questo caos che l'Unione Astronomica Internazionale ha introdotto le 88 costellazioni, uguali per tutti. 

Ad oggi, quindi, si contano:

  • 13 costellazioni zodiacali;
  • 38 costellazioni elencate nell'Almagesto di Tolomeo. In origine erano 36, ma la costellazione della Nave Argo è stata scissa in Carena, Poppa e Vela;
  • 38 costellazioni inserite in epoca moderna (dal 1600 circa) a riempire gli spazi lasciati dai greci ed a coprire il cielo australe. In genere, queste costellazioni sono abbastanza deboli.

Di tutte queste costellazioni, 18 sono boreali, 34 sono equatoriali e 36 sono australi.

Ultimo aggiornamento del: 24/08/2018 23:59:02

La nomenclatura stellare all'interno delle costellazioni

A parte le poche stelle dotate di un nome proprio, si ricorre a lettere greche e numeri per individuare gli astri all'interno di una costellazione.

I nomi delle costellazioni dell'emisfero boreale sono molto antichi e derivano dalla mitologia greca. La maggior parte delle costellazioni del nostro emisfero ha anche una storia mitologica alle spalle, spesso legata a Zeus ed ai suoi continui capricci. Una trattazione molto ampia delle mitologie potete trovarla nella pagina dedicata a ciascuna delle ottantotto costellazioni, nell'area "Guida al Cielo". C'è da dire che gli antichi greci vedevano il cielo come un alternarsi tra costellazioni e vuoti, quindi le loro configurazioni celesti sono state nel tempo allargate o integrate al fine di riuscire a coprire l'intera volta celeste.

Le costellazioni dell'emisfero australe, al contrario, sono molto più recenti dal momento che sono state studiate soltanto con l'avvento dei grandi viaggi per nave. Molte di queste costellazioni hanno nomi di uccelli o strumenti scientifici.

Le costellazioni vengono universalmente riconosciute con il loro nome latino. In aggiunta a questo, ovviamente, ognuno le chiama nella propria lingua anche se una notazione molto più utilizzata riguarda l'abbreviazione di tre lettere che viene fatta seguire, solitamente, alle lettere greche (che vedremo a breve) indicanti le stelle che ne fanno parte. Così avremo Alfa Tau ad indicare la stella alfa della costellazione del Toro (Taurus in latino), cioè Aldebaran, oppure Delta Eri ad indicare la stella delta della costellazione dell'Eridano. La stella principale di una costellazione, storicamente, veniva designata con un nome particolare, come Sirio, Aldebaran, Arturo. Molte stelle, come Albireo, hanno un nome che deriva dalla posizione all'interno della figura della costellazione (in tal caso il becco del Cigno). 

LE LETTERE DI BAYER
Una classificazione più precisa, ma di certo meno suggestiva, è data dalle Lettere di Bayer: questa nomenclatura ordina le stelle in base alla luminosità (magnitudine ), assegnando una lettera dell'alfabeto greco in ordine di luminosità decrescente: in questo modo Aldebaran diventa Alfa Tauri, e così via con le stelle beta, gamma, delta, epsilon e via discorrendo.

C'è da dire che non sempre questa scala è stata rispettata, oppure qualcosa nel tempo è cambiato: a volte la stella alfa non è affatto la più luminosa ed il mistero riguarda la possibilità che le stelle stesse abbiano perso o guadagnato luminosità rispetto al tempo in cui sono state battezzate. Alcune costellazioni, inoltre, non hanno proprio una stella alfa: ad esempio, le costellazioni meridionali che derivano dalla scissione di una vecchia e gloriosa costellazione come quella dell'Arca, dedicata alla nave Argo, hanno visto redistribuite le lettere che erano state assegnate ai tempi della costellazione originaria. L'Arca aveva una stella alfa, e questa è stata assegnata ad una delle tre costellazioni risultanti dalla divisione (Carena, Poppa e Vela). Le altre due, quindi, non hanno la stella alfa. Anche lo spostamento delle stelle nel cielo, sebbene nel breve periodo siano "fisse", può far nascere imbarazzi: alcune stelle infatti hanno un nome che rimanda a una costellazione ma il loro moto le ha portate oggi in un'altra adiacente.

NOMENCLAUTURA DI FLAMSTEED

Un'altra nomenclatura molto utilizzata, sempre legata all'appartenenza delle stelle ad una costellazione, è quella legata a John Flamsteed, che cataloga le stelle di ogni costellazione secondo la loro posizione, senza riguardo alla luminosità. A questa nomenclatura si ricorre quando ad una stella non è assegnata una lettera di Bayer, anche perché la numerazione di Flamsteed arriva a coprire stelle molto più deboli di quelle considerate da Bayer stesso. Si hanno così le stelle 1 Tau, 2 Tau e via discorrendo, con i numeri assegnati in base a declinazione e ascensione retta .

Ultimo aggiornamento del: 25/08/2018 00:02:46

Le costellazioni zodiacali

Fuggendo da ogni significato astrologico, esistono costellazioni chiamate zodiacali e che sono caratterizzate dal fatto di ospitare l'eclittica

Le costellazioni che fanno da sfondo al movimento apparente solare lungo l'eclittica sono definite come costellazioni zodiacali, le quali hanno molta risonanza a causa di fattori purtroppo del tutto privi di qualsiasi fondamento. L'importanza che oggi hanno queste costellazioni è mediaticamente ricondotta, quotidianamente, all'oroscopo giornaliero, ma in realtà lo zodiaco è una zona "reale" della sfera celeste che si estende per circa 16° di ampiezza a cavallo dell'eclittica, e lungo la quale vediamo spostarsi il Sole, la Luna e i pianeti del sistema solare (per un approfondimento sul legame tra rivoluzione terrestre e costellazioni visibili, e quindi anche zodiaco, si rimanda al moto annuale della Terra)

Nel disegno in basso, in rosso, è raffigurata la Fascia dello Zodiaco con al centro l'eclittica.

La fascia dello zodiaco rappresenta quindi lo spazio sulla sfera celeste che viene percorsa dai corpi celesti non fissi quali pianeti, Luna e Sole.

Se si cerca un corpo del Sistema Solare, quindi, dovremo andare a cercare nelle coordinate della Fascia Zodiacale.
Da questo ne deriva che per chi abita ai Poli non è semplice vedere i pianeti, dal momento che la fascia dello zodiaco tenderà ad avvicinarsi, per quelle latitudini, all'orizzonte (ovviamente è l'eclittica che va a coincidere con l'orizzonte, e la fascia la segue).

Tuttavia, un riscontro astronomico per queste costellazioni, finalizzato a renderle particolari in qualcosa, esiste: il moto dei corpi celesti non fissi, assecondato dal movimento di rotazione terrestre, fa si che pianeti, Sole e Luna siano sempre rintracciabili all'interno di queste tredici costellazioni. Astronomicamente parlando, infatti, le costellazioni dello zodiaco sono tredici, dal momento che a Dicembre il Sole attraversa la costellazione dell'Ofiuco

Fascia zodiacale e passaggio apparente del Sole
Fascia zodiacale e passaggio apparente del Sole

Le costellazioni zodiacali sono molto differenti: si va dalle lucenti Toro e Scorpione alle costellazioni quasi spente come Cancro e Pesci. Lo Scorpione, soprattutto, è l'area con la maggiore densità di stelle. 

Ingresso del Sole nelle costellazioni zodiacali
Costellazione Giorno
Ariete 19/04
Toro 14/05
Gemelli 22/06
Cancro 20/07
Leone 11/08
Vergine 17/09
Bilancia 31/10
Scorpione 23/11
Ofiuco 30/11
Sagittario 18/12
Capricorno 20/01
Acquario 16/02
Pesci 12/03

 

La Luce Zodiacale

Altra particolarità astronomica legata all'eclittica e alla fascia zodiacale è data dalla grande quantità di gas, polveri e particelle che riempie la zona. Questo pulviscolo, lasciato dalla formazione planetaria e dai corpi - soprattutto le comete - che passano in zona, riflette, esattamente come il pulviscolo terrestre, la luce del Sole e la diffonde, con il risultato che al crepuscolo, con un'aria molto pulita, è possibile scorgere un debole cono luminoso di luce lungo l'eclittica. Si tratta della luce zodiacale.

La luce zodiacale è la debole luminosità  del cielo notturno centrata approssimativamente sull'eclittica, e dovuta alla diffusione della luce solare su una nube di polveri interplanetarie che si estende a forma di lente intorno al Sole (nube zodiacale).

Luce zodiacale. Credit GreenMe.it
Luce zodiacale. Credit GreenMe.it

Il fatto che gran parte del pulviscono sia stato lasciato dalle comete è una delle conquiste conoscitive dovute alla missione Rosetta di ESA, la missione che è entrata in orbita intorno alla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Nel momento in cui le comete si scaldano, emettono infatti una quantità di polvere notevole che contribuisce in via decisiva a mantenere "attiva" una fascia che altrimenti andrebbe via via perdendo vigore. Il nome "zodiacale" deriva dai tempi più antichi, quando questa zona di transito dei pianeti era chiamata "Pathway of Animals", in onore delle costellazioni che la accoglievano.

Ultimo aggiornamento del: 25/08/2018 00:07:18