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Una Grande Macchia Fredda per Giove

Una seconda Grande Macchia su Giove scoperta dalla University of Leicester, in grado di rivaleggiare per dimensioni con la più famosa Macchia Rossa e creata dalle potenti energie sviluppate dalle aurore polari del pianeta.

La macchia su Giove, di fresca scoperta

E' stata chiamata "Great Cold Spot" ed è stata osservata come macchia scura ben localizzata nell'alta atmosfera del pianeta, laddove regna una temperatura di 200 Kelvin più fredda rispetto all'atmosfera circostante, compresa tra 700 e 1000 Kelvin. 

La scoperta è pubblicata su Geophysical Research Letters del giorno 11 aprile ed è la prima volta che simili strutture vengono osservate a distanza dalle aurore. Rispetto alla Macchia Rossa, questa è più volatile e cambia forma e dimensione in modo molto più drastico, in tempi che si misurano in pochi giorni o settimane, eppure è una struttura che è presente da almeno 15 anni il che lascia pensare a un meccanismo in grado di ricrearla costantemente. 

La Macchia Fredda di Giove

La posizione della Macchia FreddaSi ritiene che la Macchia sia causata dagli effetti del campo magnetico del pianeta, con le aurore imponenti a guidare energia nell'atmosfera sotto forma di flussi caldi intorno al pianeta. Questo processo crea una regione di raffreddamento in termosfera, il confine tra atmosfera e spazio sovrastante. Non è un processo certo, ma un raffreddamento è molto probabile come guida di un vortice simile alla Macchia Rossa.

La temperatura media e la densità dell'atmosfera di Giove vengono determinate tramite il Very Large Telescope, munito di CRIRES, uno strumento che consente di osservare uno ione dell'idrogeno molto abbondante. 

Combinando i dati dal 1995 al 2000, per un totale di più di 13 mila immagini prese in 40 notti, gli astronomi sono riusciti a staccare la sagoma della Great Cold Spot. Per ben 15 anni sempre allo stesso posto sebbene nel breve periodo possano variare forma e densità.

Si è trattato di una sorpresa ma ci sono indizi sulla presenza di diverse strutture di questo tipo nell'alta atmosfera gioviana. 

La fonte è Geophysical Research Letters


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