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Un Nettuno caldo con atmosfera primordiale

Rappresentazione artistica di esopianeti in transito

Il metodo dei transiti, con il miglioramento della tecnologia, consente non solo di evidenziare la presenza di esopianeti ma le osservazioni multifrequenza consentono anche di caratterizzare l'eventuale atmosfera di questi distanti mondi, confrontando lo spettro stellare prima del transito con quello catturato durante il transito: le variazioni dipendono dalla presenza di elementi nell'atmosfera del corpo passante. 

Nel Sistema Solare i giganti gassosi come Saturno e Giove si sono formati in una zona relativamente calda del sistema planetario e le atmosfere risultano dominate dagli elementi primordiali come elio e idrogeno, con presenza di elementi più pesanti (metallicità) a indicare una metallicità decisamente bassa. Urano e Nettuno si sono formati in zone più fredde, al limite del disco protoplanetario laddove sono stati bersagliati maggiormente da ghiaccio e altri elementi, quindi la metallicità risulta maggiore. 

Uno studio della NASA e della University of Exeter ha analizzato con estremi dettaglio l'atmosfera di un esopianeta di tipo Nettuno Caldo distante 430 anni luce da noi: dimensioni paragonabili a Nettuno, quindi, ma più vicino alla propria stella di quanto non lo sia il pianeta nostrano. Il confronto può dirci molto sulle modalità e sui processi di formazione planetaria nell'universo perché questo pianeta deve essersi formato più vicino alla stella oppure in un momento successivo. O entrambe le cose. 

Stranamente, l'atmosfera del pianeta si è mostrata a bassissima metallicità (4.8 volte quella del Sole, più bassa di quella di Giove e Saturno (pari a 5) e il suo cielo appare limpido, privo di formazioni nuvolose. I dati del pianeta, chiamato HAT-P-26b, sono stati ottenuti con osservazioni congiunte di Hubble Space Telescope e di Spitzer

La fonte è Science

 


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