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Relazione forte tra buco nero e forma galattica

Galassia a spirale
 
Galassia a spirale
 
Per stimare la massa dei buchi neri supermassicci, non guardare il nucleo delle galassie ma guarda i bracci: questo il succo di un articolo a cura della Swinburne University of Technology e della University of Minnesota Duluth
In genere la massa dei buchi neri viene calcolata in mase ai moti orbitali degli oggetti che orbitano intorno, qui invece siamo di fronte a un nuovo approccio che parte dall'osservazione dei bracci di spirale. Già un secolo fa, più o meno, Edwin Hubble e James Jeans notarono che bracci più aperti corrispondevano a galassie a spirale con un bulge più piccolo, arrivando a classificare le galassie in una sorta di diapason (Sa, Sb, e così via) in base all'apertura della spirale. 
Dai dati, sembra esserci una vera e propria relazione tra massa del buco nero centrale e apertura della spirale: le galassie di tipo Sc e Sd (con bracci più aperti) sono in possesso di buchi neri supermassicci di dimensioni inferiori. 
Guardando la forma della spirale, quindi, è già possibile fare calcoli sulla massa del buco nero centrale, il che è un fattore molto più intuitivo e non solo: è implicito come i buchi neri e i dischi galattici evolvano insieme.
Una simile relazione può rendere anche più semplice l'osservazione dei finora elusivi buchi neri di massa intermedia. 
 
 

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