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Encelado: processi a sostegno di vita possibile

Scienziati del Southwest Research Institute (SwRI) hanno scoperto idrogeno molecolare nei pennacchi espulsi dalle fratture presenti nella regione sud-polare di Encelado, luna di Saturno. Le analisi dei dati di Cassini indicano che l'idrogeno possa essere prodotto da reazioni chimiche tra il nucleo della luna e l'acqua che compone l'oceano sub-superficiale di Encelado stesso. Il fondale oceanico di Encelado, quindi, potrebbe presentare la stessa attività idrotermale presente sulla Terra, ambienti molto favorevole per il supporto alla vita marina.

L'idrogeno è una sorgente di energia chimica per i microbi che vivono nei fondali oceanici terrestri, in prossimità di sorgenti idrotermali e i risultati su Encelado indicano che la stessa sorgente è presente nell'oceano alieno. Non ci sono tracce della presenza effettiva di microbi, ma la scoperta di gas di idrogeno e la prova di attività idrotermale rappresentano un indizio in più sulle buone condizioni di abitabilità di questo mondo ghiacciato in superficie. 

L'articolo ufficiale è pubblicato su Science a firma di Waite e porta il titolo "Cassini Finds Molecular Hydrogen in the Enceladus Plume: Evidence for Hydrothermal Processes".

Black smokers

Attività idrotermale su Encelado, e il sogno di trovare forme di vita oltre la Terra continua. Encelado, luna di Saturno, era già molto interessante con un oceano globale sotterraneo, acqua salata e geyser in grado di mostrarci composti organici presenti in questo liquido. Mancavano le prove di una attività idrotermale, di processi in grado di alimentare le forme di vita, e queste prove sono state trovate dalla sonda Cassini durante un sorvolo molto ravvicinato, sole 30 miglia, alla zona sudpolare avvenuto il 28 ottobre 2015

L'analisi dei dati ha mostrato la presenza di idrogeno molecolare nel ghiaccio proveniente dalle fratture e, una volta appurato che questo elemento non fosse dovuto all'interazione con la strumentazione di Cassini stessa, la presenza di idrogeno può voler significare che esistono, sul fondale dell'oceano di Encelado, degli hot spot del tutto simili ai black smokers presenti sui fondali oceanici terrestri. Sulla Terra, ovunque siano state trovate sorgenti idrotermali, è sempre stata trovata la vita. Queste forme di vita si cibano di idrogeno e proprio questo elemento si cuce addosso al già presente intuito, che aspettava soltanto di trovare le prove di sorgenti idrotermali ormai largamente ipotizzate per Encelado

Encelado

Questo significa che su Encelado c'è vita? No, assolutamente, ma si tratta di un passo in avanti, di un tassello in più che potrebbe sostenere questa vita, se presente. Il concetto di abitabilità è nettamente diverso dal concetto di abitazione effettiva. Ci si può chiedere anche come mai esista tutto questo idrogeno libero, visto che dovrebbe essere il pasto di forme di vita. Allora non ci sono queste forme di vita? Oppure si sono sviluppate soltanto di recente?

Sta di fatto che, alla luce dei nuovi risultati e di tutto quello che Encelado ha riservato finora, sarebbe proprio il caso di tornarci. La sonda Cassini terminerà il proprio lavoro a breve, ed è un vero peccato. 

Rappresentazione della struttura di Encelado

Non solo Encelado, comunque. Europa è un altro satellite molto interessante, stavolta orbitante intorno a Giove

Pennacchi su Europa

Il lavoro svolto da Hubble Space Telescope, i cui risultati sono pubblicati su The Astrophysical Journal Letters, riportano nuove osservazioni di Europa portate avanti nel 2016 con nuova probabile evidenza di pennacchi di materiale in eruzione dalla superficie del satellite. Non è una novità, già nel 2014 Hubble aveva trovato strutture simili e ogni conferma porta a pensare che non si tratti di difetti ottici ma di un fenomeno reale e intermittente. 

Il nuovo sbuffo si è elevato fino a 100 chilometri sulla superficie di Europa, contro i 50 chilometri di quello osservato nel 2014. Entrambi provengono da una regione insolitamente calda, contenente dei fault sulla crosta ghiacciata.  Stesso legame caldo-getto visto su Encelado, e se questi legami fossero realmente esistenti e stretti, e non semplici coincidenze, allora il discorso potrebbe portare a sorgenti presenti sul fondale oceanico dei due satelliti. Alternativa possibile vede il materiale ricadere sulla superficie come deposito molto fine in grado di modificare la struttura dei grani superficiali consentendogli di trattenere calore in modo più efficiente. 

Confronto tra struttura superficiale e mappa termica

La fonte è Science

 


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